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mercoledì 19 giugno 2013

la temibile ascia barbuta!

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ascia barbuta
| ascia barbuta | 
L'ascia barbuta è una particolare tipologia di ascia da battaglia. Rispetto alla normale scure da guerra, aveva lama con bordo superiore quasi diritto e bordo inferiore allungato, quasi parallelo al manico di legno, terminante in un uncino. La forma particolare della testa garantiva sia maggior efficacia al colpo di taglio, sia la possibilità, per l'utente, d'impegnare l'avversario con una scherma variegata garante della possibilità di agganciare, tramite l'uncino, il bordo dello scudo o un lembo del vestiario.

Le origini dell'ascia barbuta risalgono alle popolazioni germaniche, ma tale arma da battaglia ebbe larga diffusione in Europa nel corso dell'Alto Medioevo e ne fu fato largo uso al tempo del Regno Longobardo (VI-VII secolo).

Contrariamente a quanto possa suggerire il nome, non è pelosa e questo lo diciamo per i bifolchi che non appartengono alla eruditissima(!)  Fara del Conte!

venerdì 7 giugno 2013

Popolo di Benevento, saluta il tuo Re!

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Re Desiderio
Desiderio, il Re di tutti i longobardi, a cui tutti noi dobbiamo fedeltà. Egli è signore di tutte le genti longobarde, in lui scorre come in nessun altro il nostro nobile sangue.

Egli non teme nessun nemico e sempre muoverà guerra a chi vorrà mettersi contro il suo popolo. Su di lui veglia Dio e tutti gli angeli e i santi. A lui dobbiamo eterna fedeltà, come a nessun altro.

E' per lui che combattiamo, è per lui che viviamo, è per lui che dobbiamo essere pronti a dare la vita sui campi di battaglia.

Popolo di Benevento, giura fedeltà al tuo Re!

martedì 4 giugno 2013

Sancti Heliani ~ Storia delle reliquie di Sant’Eliano

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Un racconto agiografico di autore ignoto descrive la corale e commovente partecipazione del popolo beneventano alla traslazione del veneratissimo corpo di Sant’Eliano, avvenuta nell’anno domini 763.

Questo santo era un soldato martirizzato con altri 39 militari nel 320 nella città di Sebaste, in Armenia, al tempo dell’imperatore romano Licinio, crudele e violento persecutore dei cristiani.

Esposti al gelo per un’intera notte, i 40 martiri incontrarono la morte in seguito alle percosse subite. I loro corpi vennero bruciati e le loro ceneri vennero gettate in un fiume. Si narra che, per intervento della divina misericordia, le ceneri furono raccolte dal vescovo di Sebaste, conservate e disseminate in varie città, a Cefarea, a Nissa di Cappadocia, a Roma, a Brescia e a Costantinopoli, dove sorsero templi in onore dei 40 martiri.

Dalle reliquie conservate a Costantinopoli vennero separate, successivamente, quelle di Sant’Eliano. Non sappiamo come sia stato possibile distinguere i resti di Sant’Eliano da quelli degli altri martiri, ma altri racconti agiografici riferiscono di corpi non completamente carbonizzati durante roghi collettivi. Non conosciamo nemmeno la natura di queste reliquie, dato che sono andate perdute nel corso dei secoli, ma molto probabilmente erano contenute in una teca.

In ogni caso, ciò che restava del corpo di Sant’Eliano venne traslato da Costantinopoli a Benevento grazie all’avvedutezza e alle capacità diplomatiche di un gastaldo di Arechi II, il nobile arimanno Gualtari.

lunedì 3 giugno 2013

Cos'è una Fara

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La Fara era l'unità fondamentale dell'organizzazione sociale e militare dei Longobardi. Essa era costituita dall'aggregazione di un gruppo omogeneo e compatto di famiglie (originate dallo stesso clan gentilizio) ed era in grado di organizzarsi in contingente con funzioni militari di esplorazione, di attacco e di occupazione di territori durante le grandi migrazioni che condussero il popolo longobardo dall'area del Baltico, alla Pannonia, fino in Italia.

Il ruolo delle fare era determinante anche nel diritto longobardo. In assenza di un forte elemento statale i rapporti giuridici infatti erano intesi come rapporti tra le fare:pertando la reazione ad un torto subito avveniva a livello di gruppo attraverso la faida.


Un orientamento storiografico tradizionale identificava la fara con gruppi famigliari estesi, ma ormai da tempo si è consolidata un'interpretazione che sottolinea maggiormente il ruolo di unità militare della fara.
In accordo con l'etimologia (si veda il tedesco fahren, andare, viaggiare), Jörg Jarnut propende per una definizione della fara come di "associazione in marcia", che includeva, accanto ai guerrieri, tutti gli affini non combattenti (donne, vecchi, bambini, schiavi, perfino bestiame).

Paolo Diacono invece parla di "farae" come stirpi o linee di discendenza. Nella fara confluirono due strutture fondamentali della società germanica: la Sippe (la famiglia allargata) e la Gefolgschaft (la libera unione di guerrieri attorno a un capo). La seconda assomigliava al comitatus già descritto da Tacito nel I secolo. Resta difficile capire in quale misura le due componenti familiari e militari vi avessero importanza. Durante un momento cruciale come una migrazione è intuibile come il carattere di Gefolgschaft prendesse il sopravvento. Erano Gefolgschaft i gruppi di cynocefali, cioè quei guerrieri scelti che, con particolari acconciature, cercavano di terrorizzare i nemici assomigliando a cani e lupi. Una mediazione può essere pensata come un gruppo di consanguinei, simili ai clan di matrice celtica, con un maggiore inquadramento militare di altre analoghe strutture societarie di altre popolazioni germaniche.

Durante la fase nomade del popolo longobardo (II-VI secolo) infatti ai compiti militari, nella fara, si accompagnavano quelli sociali: il gruppo doveva garantire la pace interna, assicurare il sostentamento di tutti, erigere i ricoveri provvisori al termine degli spostamenti. A capo delle fare era posto un duca, guerriero insignito di tale dignità per i legami dinastici e per il valore militare mostrato in guerra e premiato dal sovrano.
La coesione interna era assicurata dai legami famigliari che i membri di una fara ritenevano di avere gli uni con gli altri.

Esempi di costituzione spontanea di ducati ad opera delle fare sono i ducati di Spoleto e di Benevento, isolati rispetto alla maggior parte dei ducati concentrati nel Nord Italia.

(fonte: wikipedia)